BONUCCI- Bonucci doveva cambiare, serviva lasciare il Milan per provare a dire la sua nell’Europa che conta, serviva cambiare atteggiamento per tornare alla Juventus un anno dopo il suo addio. Il Leonardo Bonucci che ha varcato i cancelli della Continassa è diverso dal Leonardo Bonucci che lasciava Vinovo per andare a firmare il contratto quinquennale con il Milan di Yonghong Li: se ne andava per ‘spostare equilibri’, torna per riabbracciare la normalità.
Il “Devo far parlare il campo” detto a un tifoso che lo stuzzicava al primo giorno d’allenamento è stato il primo segnale di cambiamento. Poi, l’orgoglio che viene messo da parte per chiedere scusa alla Curva dello Stadium dopo la vittoria contro la Lazio. Un passo indietro in tutti i sensi: logistico e sentimentale, per riconquistare i suoi nuovi vecchi tifosi. La scorsa stagione, Bonucci, capitan Bonucci, decise di accentrare il gioco su di sè, con quei lanci lunghi che tante critiche gli hanno attirato nelle prime giornate milaniste: 16 quelli indovinati dopo le prime due gare della Serie A 2017/18, molti altri quelli sbagliati. Ora è cambiato, l’utilizzo del lancio è diminuito. 162 i passaggi nelle prime due gare, solo il 16% di questi è stato un lancio, vale a dire 10 in due partite. 88% di palloni giusti giocati: più precisione, meno rischio; più qualità, meno protagonismo. E’ un nuovo Bonucci, fino a ora. Affidabile e regolare.
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