KEAN – Ha appena 19 anni, ma ha già vissuto la stagione della sua definitiva consacrazione. Moise Kean è uno dei più grandi talenti espressi negli ultimi anni dal calcio italiano e, oltre ad aver messo la sua firma sull’ottavo Scudetto consecutivo vinto dalla Juventus, si è già guadagnato l’ingresso nel giro della Nazionale maggiore. Il gioiello bianconero a The Players’ Tribune, ha parlato della sua vita, della Juve e della sua infanzia.
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LA STRADA – “Alla fine la strada, come sanno tutti, ti insegna molte cose. Ti insegna ad essere uomo, a capire la realtà della vita, le cose che ti stanno attorno nel bene e nel male”.
INFANZIA – “Ho sofferto abbastanza da bambino. Non era facile, infatti ogni giorno in allenamento penso sempre a quello. Penso ad aver fame tutti i giorni e ad andare avanti. Non ho avuto un passato come quello di tutti gli altri ragazzi, non ho avuto un passato bello come quello di tutti i ragazzini di otto anni. E’ per quello che delle volte mi metto lì e penso a quello che ho fatto, a quanto sono fortunato ad avere tutto questo oggi. Ringrazio Dio ogni giorno per questo”.
JUVENTUS – “La mia vita è cambiata quando ho esordito con la Juventus a 16 anni. Già mi allenavo da un po’ con la prima squadra, ad un certo punto contro il Pescara il mister chiede di scaldarmi, io non ci credevo. Il tempo stava per scadere, vincevamo 4-0 e mi chiedevo perchè non mi facesse entrare, guardavo il mister, avevo perso le speranze, invece all’80’ mi chiama, corro veloce, mi batteva il cuore a mille. Mentre correvo verso di lui ho pensato a tante cose, è difficile spiegare. Mi hanno applaudito tutti e appena sono entrato ho pensato a tutte le partite sull’asfalto al Don Bosco, mentre ora mi trovato allo Stadium a giocare con Dybala, Cuadrado, Marchisio, Buffon, non ho mai sentito un’emozione così in vita mia”.
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