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Categories: Calciomercato

Juventus, colpa sua o errore di mercato? I tifosi non hanno dubbi

La Juventus ha da poco ufficializzato una cessione abbastanza dolorosa per quello che poteva essere e che invece purtroppo non è stato.

Il mercato della Juventus è davvero impazzato nelle ultime ore con una serie incredibili di colpi sia in entrata che in uscita, ma un’operazione è stato davvero molto particolare e che ha regalato grossi spunti di riflessione.

Gli arrivi di Vlahovic e Zakaria hanno permesso alla Juventus di elevare il proprio tasso tecnico, diventando così la prima candidata alla qualificazione in Champions League e probabilmente arrivando ad avvicinare l’Inter come livello tecnico.

I nerazzurri sono però ormai imprendibili, davvero troppi undici punti di distacco con i milanesi che hanno anche una partita in meno e potenzialmente potrebbero essere a quattordici lunghezze di distanza, ma l’ingresso nelle prime quattro posizioni diventa quindi un obbligo.

Non solo acquisti, ma anche cessioni e una di quelle che ha fatto prevalentemente parlare è stata quella di Dejan Kulusevski verso il Tottenham, con lo svedese che è stato ancora ben pagato nonostante in bianconero non avesse propriamente reso secondo le aspettative.

Paratici lo ha voluto fortemente a Torino e ora ha fatto lo stesso a Londra, dimostrando come sia calcisticamente innamorato del giocatore e confida assolutamente sulla sua voglia di riscatto per poter tornare quello ammirato a Parma, ma avrà fatto bene?

Quando un rapporto va male è sempre un po’ colpa di entrambe le parti e nel caso di Kulusevski probabilmente c’è stata un’eccessiva valutazione del giocatore.

A Parma aveva disputato solo una stagione, seppur positiva, ma tra ottime giocate e colpi di classe aveva anche mostrato una lentezza davvero inadatta per un giocatore di fascia da grande squadra.

Il livello richiesto dai Ducali era di un certo tipo, di tutt’altro spesso quello invece di Madama, e come esterno Dejan non ha potuto minimamente imporsi e pensare di poter essere un titolare, pensando anche alla presenza di Cuadrado e Chiesa.

Sia Pirlo che Allegri hanno dunque provato a spostarlo al centro, sia come interno di centrocampo che come seconda punta, ma non c’è stata la voglia della Juventus di aspettare questo ragazzo giovane che chiaramente doveva imparare un ruolo nuovo.

Su Twitter Gianni Balzarini aveva chiesto se fosse stato un errore di mercato o colpa del giocatore e probabilmente la verità sta nel mezzo.

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La colpa quindi è da dividere equamente da entrambi le parti, perché in questo momento Kulusevski non era un giocatore da Juve, ma allo stesso tempo quando si acquista un giocatore così giovane serve pazienza e voglia di farlo crescere.

Conte saprà rilanciare Kulusevski?

Ora toccherà ad Antonio Conte revitalizzare un giocatore molto sfiduciato che ha passato un anno e mezzo ai margini della squadra senza mai essere pienamente considerato come un possibile titolare, ma al massimo una riserva, e al Tottenham servono tantissimo nuovi elementi.

Il tecnico pugliese ha più volte strigliato la propria dirigenza per la mancanza di elementi all’altezza delle prime della classe, ma Kulusevski può essere l’uomo giusto?

La risposta forse sarà troppo netta e brutale, ma per quanto mi riguarda la risposta è no.

L’Inghilterra potrebbe essere il suo campionato se imparerà a giocare al centro del campo, dato che il suo fisico imponente potrebbe rivelarsi adatto a quel tipo di calcio, ma se parliamo di un giocatore troppo lento per fare l’esterno in Serie A, figuriamoci in Premier League.

Kulusevski ha bisogno di fiducia e Conte non sembra essere la persona giusta, dato che il tecnico ha sempre mal sopportato i giovani da far crescere preferendo giocatori già pronti per poter vincere nell’immediato.

Addio a Kulusevski, ormai è tutto fatto: ecco chi lo ha preso

A Dejan non si può che augurare il meglio e di diventare un campione, perché indubbiamente non gli è mai mancata la voglia di mettersi in gioco e di sacrificarsi, ma in questo momento le grandi squadre hanno bisogno di altro.

di
Francesco Domenighini

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