Fabio Capello di sicuro non è l’italiano più amato in Inghilterra, un po’ per la sua brutta esperienza da c.t. e poi per un precedente noto. Non sono di certo tanti gli allenatori che hanno saputo vincere così tanto come Fabio Capello. Friulano e sergente di ferro, Don Fabio avrebbe trionfato anche in due campionati con la Juventus, ma gli sono stati sottratti in seguito a Calciopoli, sentenza che ancora oggi fa discutere. L’allenatore dunque ha saputo farsi amare durante le sue esperienze in Italia con Milan, Roma e Juventus, mentre in Inghilterra la situazione è diversa. Tanti problemi e un Mondiale in Sudafrica davvero pessimo non gli hanno permesso di riappacificarsi con questo popolo. 
Capello stende l’Inghilterra: suo il gol della prima vittoria dell’Italia a Wembley
Quel giorno disputò una sensazionale partita ancora una volta il favoloso Gianni Rivera, con il Pallone d’oro del 1969 che quando ne aveva modo sapeva incantare. Il pallone venne lanciato sulla corsia di destra per il possente attaccante della Lazio Giorgio Chinaglia. Long John stoppò la sfera e puntò il terzino sinistro Hughes superandolo di netto e con un fortissimo destro da posizione molto laterale provò a sorprendere Shilton. Il numero uno non si aspettava la conclusione e la respinse troppo corta, proprio sui piedi di Capello. Per il centrocampista della Juventus fu dunque una semplice formalità appoggiare il pallone in rete con un tap in vincente che permise così all’Italia di passare in vantaggio. Mancavano solamente quattro minuti al termine e ormai non c’era più tempo per recuperare. https://www.youtube.com/watch?v=I19AbYY75YI L’Inghilterra aveva vissuto ancora una volta un’amara serata in un periodo che non è stato di certo il più brillante della sua storia. Capello dunque fu il mattatore della serata e permise così all’Italia di battere i Tre Leoni a domicilio per la prima volta. Con la Juventus poi ebbe non pochi problemi in Inghilterra, eliminato in Champions nel 2005 dal Liverpool e nel 2006 dall’Arsenal, ma Don Fabio sarà sempre l’incubo dei britannici.

