Arrivabene, amministratore delegato della Juventus, dopo il fallimento in Ferrari non ha iniziato al meglio l’avventura in bianconero.
Quest’anno ci sono stati numerosi cambiamenti all’interno del mondo Juventus dal ritorno di Allegri all’addio, tra non poche polemiche, di Cristiano Ronaldo. L’obiettivo della società bianconera è quello di riportare il club ai vertici del calcio italiano (dopo il quarto posto dello scorso anno) e competitivo a livello europeo. Missione non semplice sia per la forza delle avversarie, sia per il valore di una rosa da rinforzare praticamente in ogni reparto ma anche per scelte a livello di organigramma societario con l’ingresso di Arrivabene.
Il trenta giugno scorso la Juventus ha scelto, come amministratore delegato, Maurizio Arrivabene già presente nel consiglio di amministrazione del club bianconero. Decisione che ha lasciato non poche perplessità nel tifoso bianconero visto il passato non proprio glorioso in Formula1; per quattro anni, infatti, è stato il team principal della Ferrari per volontà di Phillip Morris. Nella scuderia più famosa al mondo Arrivabene ha sempre avuto un rapporto diretto e schietto sia con Vettel sia con Raikkonen. Il suo principale problema è stato a livello di successi.
Arrivabene (sostituito poi da Binotto), nei quattro anni alla Ferrari, non è riuscito a vincere nulla con la scuderia che calava costantemente dopo la pausa estiva; caratteristiche che sono in netto contrasto con il DNA della Juventus e con la necessità di tornare a vincere il prima possibile.
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Scelta corretta? Ad oggi la risposta è senza ombra di dubbio negativa visto l’ottavo posto in campionato con il meno quattordici dalla vetta. L’unica spiegazione per la scelta del club bianconero di puntare su Arrivabene è quella di un progetto (come sta mostrando l’inizio di stagione) che deve portare i suoi frutti non nell’immediato ma a lungo termine. Solo il tempo ci potrà dire se la Juventus ha operato nel migliore dei modi.
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