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Vlahovic sarà il suo successore? Il precedente che preoccupa la Juventus

Dusan Vlahovic è stato il grande colpo di mercato della Juventus, ma un dettaglio non lascia per niente tranquilli i tifosi bianconeri.

Quando è giunta la notizia dell’acquisto di Dusan Vlahovic in quel di Torino tutti sono stati assolutamente contenti e felici dell’acquisto, ma con il passare del tempo un dubbio si è insinuato sempre di più nella mente del popolo bianconero diventando un vero e proprio incubo.

Fonte/Getty

La Fiorentina ha dovuto rinunciare al suo grande cannoniere Dusan Vlahovic, giocatore che è riuscito a dimostrare tutto il suo valore in questi due anni toscani facendolo diventare uno dei giocatori più amati e apprezzati di tutta la Serie A.

La Juventus è stata ben contenta di anticipare la concorrenza potendo piazzare così un colpo da ben 75 milioni di euro, cifra davvero importante per un giocatore però molto giovane e che sembra già essere prontissimo per il grande salto di categoria.

Vlahovic però deve non soltanto dimostrare tutta la sua classe e il suo talento, ma deve anche interrompere quella che è stata una vera e propria maledizione in passato, ovvero quella dei giocatori provenienti dalla Serbia.

La Juventus infatti aveva deciso di acquistarlo nonostante in passato la colonia serba non era stata particolarmente positiva, dopo che Vladimir Jugovic aveva aperto le danze con prestazioni comunque molto positive.

L’ex sampdoriano era stato l’unico reale nome positivo, perché poco dopo arrivarono Mirkovic e Kovacevic, con il difensore che fu ai limiti della meteora, mentre il secondo si è rivelato un cannoniere con le polveri davvero bagnate in bianconero rivelandosi solamente una riserva.

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Questi giocatori però sono arrivati ancora come giocatori jugoslavi, mentre per arrivare un vero e proprio serbo si è dovuto aspettare l’unico caso del 2010.

La Furia serba Milos Krasic e quel fallimento

Nell’aprile del 2010 l’Inter giocò il quarto di finale di Champions League contro il Cska Mosca, in una partita davvero molto combattuta e nei russi spiccò il talento di un’ala destra serba davvero molto promettente: Milos Krasic.

Alla fine i russi vennero eliminati, ma le sue prestazioni convinsero la Juventus ad acquistarlo, perché in lui avevano rivisto le qualità di un certo Pavel Nedved, anche per la straordinaria somiglianza.

Krasic arrivò dunque alla Juventus per volere anche di Gigi Del Neri che, essendo un amante del 4-4-2, aveva bisogno di un esterno che puntasse l’uomo, andasse sul fondo e crossasse al centro per diventare così l’arma in più dei bianconeri.

A inizio anno le prestazioni furono davvero strepitose e Krasic riuscì a far tremare l’Olimpico di Torino, quando con una sua fenomenale sgroppata riuscì a segnare la rete a tempo scaduto nella delicatissima sfida interna contro la Lazio.

Ormai sembrava chiaro a tutti che la Juventus avesse trovato il suo nuovo esterno capace di giocate meravigliose, ma nel girone di ritorno tutto cambiò.

I bianconeri crollarono nelle prestazioni e con essi anche la Furia Serba, che si mise in mostra solamente in una gara interna contro il Brescia dove segnò un gran gol con un bel sinistro al volo, ma per il resto divenne l’ombra di sé stesso.

A fine anno arrivò Antonio Conte e inizialmente cercò di dargli fiducia, ma con il tecnico pugliese non legò mai, tanto che divenne iconica la sua faccia stupita a Siena quando l’ex Bari e Siena gli spiegò le sue idee tattiche per poterlo far entrare in campo nel migliore dei modi.

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A fine anno se ne andò e di lui si persero le tracce, iniziando a girovagare per l’Europa senza però regalare più perle di quella classe che era stata persa dopo un inizio di avventura in bianconero davvero memorabile e ora toccherà dunque a Dusan Vlahovic ridare onore alla bandiera serba in quel di Torino.

di
Francesco Domenighini

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