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Juventus, Agnelli si mangia le mani: l’avevano scartato, oggi è un fenomeno

La Juventus è una squadra che è sempre stata attenta ai grandi acquisti, ma Andrea Agnelli in quel caso poteva davvero guardare nel vivaio.

Spesso e volentieri capita che i settori giovanili e le Primavere non vengano considerate a dovere e dunque ci si ritrova con enormi rimpianto per la perdita di giocatori dal grande talento che vengono però allontanati troppo in fretta dando vita a dei veri e propri rimpianti, come è successo alla Juventus di Andrea Agnelli qualche anno fa e ora nessuno si dà pace di quello che è accaduto.

Andrea Agnelli Juventus (GettyImages)

Quando si viene acquistati dalla Juventus è normale credere e pensare di essere arrivati, di avercela fatta e di essere pronti per sfondare nel mondo del calcio, ma quando ci si arriva troppo giovani è davvero difficile riuscire a emergere.

Indubbiamente aver giocato per le giovanili della Signora fa molto curriculum e può permettere a chiunque di poter continuare la propria carriera, girando per l’Italia e riuscendo sempre in qualche modo a trovare contratti, ma alle volte anche i bianconeri hanno avuto davvero troppa fretta di monetizzare.

Il settore giovanile a Torino è sempre stato un punto di passaggio molto più utile per poter arrivare cessioni che potessero portare a delle plusvalenze che mettessero in ordine il bilancio piuttosto che per reali possibilità di lanciare nuovi campioni e nella maggior parte dei casi non si è perso nulla di importante, tranne che per un caso.

Il caso principale è infatti quello legato a Ciro Immobile, grandissimo cannoniere che in questi anni sta facendo la fortuna della Lazio e che nel 2021 si è laureato anche campione d’Europa con l’Italia realizzando due gol nel torneo.

Il bomber napoletano infatti a 17 anni volò verso Torino per provare a realizzare il proprio sogno e con Madama sembrò davvero pronto per il grande salto di qualità, perché dopo l’esordio in prima squadra nel marzo 2009 contro il Bologna, la società decise di tenerlo in rosa anche per la stagione successiva.

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Ciro Ferrara infatti stravedeva per lui, tanto da farlo esordire anche in Champions League contro il Bordeaux prendendo il posto di Alex Del Piero per più di venti minuti e giocando altri due scampoli di partita in A, ma con l’addio del tecnico napoletano finì anche l’idillio per Ciro.

L’addio di Ciro Immobile alla Juventus e gli anni con la Lazio

A fine anno Immobile venne mandato in prestito al Siena di Antonio Conte che però non lo considerava più di tanto e a gennaio passò così al Grosseto riuscendo in quell’annata a segnare solo due gol, uno per parte con i due club toscani.

La vera svolta della sua carriera fu il 2011-12 quando incontrò Zeman a Pescara e con Lorenzo Insigne e Marco Verratti formò una delle squadre più straordinarie che si siano mai viste in Serie B, vincendo il campionato e segnando l’impressionante numero di 28 gol e molti credevano che fosse pronto per il ritorno a Torino, invece in estate tutto finì.

La Juventus, nonostante avesse vinto il campionato con enormi problemi in attacco, non volle puntare su Ciro e lo cedette al Genoa, dove visse una stagione di luci e ombre, mentre a lanciarlo definitivamente in Serie A fu il Torino, con il quale segnò ben 22 gol nella stagione 2013-14 e ormai per lui la Juventus era solo un lontano ricordo.

Le esperienze di Dortmund e Siviglia non furono tra le più positive, ma con il passaggio alla Lazio nel 2016 cambiò completamente la propria carriera, riuscendo a diventare anche Scarpa d’oro e realizzando un incredibile numero di reti che hanno fatto sì che fosse considerato uno dei più grandi attaccanti in Europa.

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La Juve si mangia ancora oggi le mani per non aver creduto a sufficienza a quel ragazzo campano che ha scritto davvero pagine memorabili nella storia recente della Serie A.

di
Francesco Domenighini

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