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Clamoroso dall’Argentina: il River Plate ringrazia per le papere incredibili (Video)

Il River Plate è una delle squadre più amate nel calcio non solo argentino, ma nell’ultimo turno è riuscita a vincere solo con molta fortuna.

Il calcio argentino è sicuramente uno dei più amati nel mondo e il fatto che la nazionale sia stata in grado di ottenere dei successi strepitosi nella sua storia sia a livello continentale che per quanto riguarda i titoli mondiali, è una testimonianza del fatto che anche il campionato nazionale sia di grande livello.

Il River Plate è una di quelle squadre che più di tutte è stata in grado di scrivere pagine memorabili della storia della nazione e ancora oggi è tra le più forti, tanto da essere campione uscente, ma nell’ultimo turno di Copa de la Liga Profesional ha vinto in modo davvero curioso.

Nel campionato argentino sono davvero tantissime le squadre storiche che hanno potuto nel corso degli anni diventare iconiche in tutto il mondo e che hanno permesso agli appassionati di calcio di poter amare questa nazione davvero unica.

La qualità nel suo campionato non è mai mancata, anche se è logico capire come l’assenza di vero e grande denaro abbia portato i migliori giocatori a cercare fortuna in Europa, facendo del torneo locale un incrocio tra giovanissimi campioni in cerca di crescita e vecchi di ritorno dal Vecchio Continente.

Questo effetto porta così ad avere dei ritmi molto più lenti rispetto ai campionati d’oltreoceano, ma non per questo il valore è da considerarsi minore, anzi in molti casi la tecnica è lasciata libera di crescere e di svilupparsi nel miglior modo possibile.

Il River Plate è sempre stato un esempio di calcio tecnico e di ricerca costante del bel gioco e così questa caratteristica lo ha fatto diventare uno dei club più amati anche fuori dall’Argentina.

Di recente ha dovuto affrontare la sempre insidiosa trasferta di Rosario contro il Newell’s Old Boys, squadra che ha legato il suo nome a quello di Maradona e al fatto di essere tifata da Lionel Messi, ma dopo le finali di Copa Libertadores perse nel 1988 e nel 1992, sono arrivati i problemi.

Di recente i “Leprosos” avevano deciso di acquistare in prestito dal Rayo Vallecano il portiere colombiano Mauricio Arboleda, pensando che il periodo in Europa lo avesse migliorato, ma la prestazione è stata a dir poco da pelle d’oca.

Una sfida equilibrata è stata tristemente risolta in tre minuti da due orrori del portiere rossonero, prima regalando il pallone a Juan Quintero che dalla trequarti ha preso la mira per segnare lo 0-1 e subito dopo ha cercato un discutibile bagher pallavolistico buttandosi la palla in rete su destro innocuo di Rojas.

Mauricio Arboleda, la triste fine di un portiere emergente

Gli errori fanno parte di ogni mestiere e in particolar modo il ruolo del portiere è sicuramente molto propenso a questo tipo di situazioni, considerando come anche i migliori in assoluto cadano in queste papere che li segnano per tutta la carriera.

C’è chi è in grado di passarci sopra e di tornare più forte e carico che mai, ma purtroppo Mauricio Arboleda sembra essere entrato in un vortice senza fine che lo sta portando a uscire dai radar del grande calcio già a 26 anni.

Le sue prestazioni con il Banfield erano state davvero molto convincenti, tanto che aveva avuto addirittura il privilegio e l’onore di debuttare come titolare nella nazionale colombiana in occasione della sfida contro la Corea del Sud in amichevole.

Erano davvero in tanti a considerarlo il nuovo prospetto del calcio cafeteros e infatti era stato proprio il Rayo Vallecano a volerlo acquistare, ma a Madrid il suo rendimento è stato insufficiente a tal punto da rispedirlo in Argentina per sei mesi al Newell’s, ma l’inizio è stato da incubo.

Cerchiamo di scherzare e di riderci su pensando al fatto che vedendo la maglia del River, identica a quella del Rayo Vallecano, abbia pensato di essere ancora parte della squadra madrilena, ma purtroppo la situazione di Arboleda è sempre più complicata e a questo punto rischia seriamente di perdere il posto da titolare anche a Rosario, con il ritorno in Colombia che rappresenterebbe la fine dei suoi sogni di gloria.

di
Francesco Domenighini

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