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“È un criminale”, il telecronista si sfoga in diretta tv: lo sentono tutti

Il mondo dello sport è bello perché vario e non è un caso che di recente si sia assistito una scena incredibile con tanto di accusa criminale.

Il giornalista sportivo deve avere delle caratteristiche dalle quali non può in alcun modo transigere e infatti non c’è la possibilità alcuna che questo possa schierarsi apertamente contro un personaggio e uno sportivo, tanto è vero che questo lo porterebbe a grossi guai giudiziari.

Anni fa però successo un episodio davvero surreale e quasi impossibile da credere, tanto è vero che uno dei più noti nomi delle telecronaca italiana si è fatto sfuggire una serie di insulti e di accuse pesanti a un giocatore in campo in quel momento.

Cuffie telecronista (Sportface)

Massimo Marianella è nella storia recente della televisione sportiva italiana, uno dei commentatori in assoluto più amati e apprezzati, soprattutto grazie alla sua straordinaria conoscenza non solo del calcio inglese, ma anche della cultura britannica.

Grazie a lui è stato infatti possibile conoscere storie e avvenimenti che probabilmente non pensavamo nemmeno lontanamente potessero esistere e per questo motivo il popolo sportivo intero gli è grato per la sua grande competenza e la sua grande abilità nel saper raccontare gli eventi.

Una delle sue più grandi qualità è senza dubbio sempre stata la grande calma e pacatezza con la quale ha saputo affrontare tutte le varie situazioni anche più complicate, mantenendo sempre un certo aplomb che gli ha permesso così di essere sempre stato dannatamente amato da tutti.

In un’occasione però perse la testa come nessuno poteva davvero credere e quella circostanza fu la gara decisiva per l’assegnazione della Premier League 2011-12, anno in cui il Manchester City di Roberto Mancini si giocava all’Etihad Stadium la possibilità di tornare al successo dopo 44 anni.

La partita decisiva era quella contro il Queen’s Park Rangers, squadra che però non poteva in alcun modo lasciare la vittoria agli Sky Blues, dato che i londinesi stavano lottando per la salvezza e ne uscì una sfida memorabile.

Il City rimontò solo nei minuti di recupero vincendo per 3-2, ma nel corso della partita accadde un fatto davvero clamoroso che vide protagonista Joey Barton.

Il centrocampista della squadra ospite ebbe una serie di diverbi con Carlos Tevez e per questo motivo venne espulso e subito dopo tirò un calcio anche ad Aguero rendendo la situazione ancora più confusa e concitata.

Marianella a quel punto perse la sua classica calma e pacatezza e iniziò a inveire più e più volte contro Barton definendolo:” Uno stupido criminale, stupido perché ha lasciato in dieci la sua squadra e criminale perché è stato due volte in prigione.

Joey Barton, la difficile vita e gli insulti di Massimo Marianella

Joey Barton è sempre stato un ragazzo difficile e la sua esistenza è stata molto complicata, tanto è vero che già dai primi anni di vita ebbe tanti problemi con la giustizia e la sua capacità nel saper giocare a calcio non lo aiutò certamente a migliorare il proprio carattere.

Le accuse di violenza furono tantissime, venendo sanzionato dal Manchester City quando giocava ancora nel settore giovanile per aver picchiato un compagno e lo stesso fece addirittura in Thailandia, durante un ritiro estivo dell’Everton con un povero tifoso dei Toffees.

La situazione più complicata fu però nel 2007 dove picchiò violentamente un sedicenne e venne così condannato a ben sei mesi di reclusione, una pena davvero importante per un giocatore di fame internazionale come lui.

Le qualità di Barton in campo erano purtroppo proporzionali alla sua fragilità caratteriale, tanto è vero che nel 2014 ha spiegato come per tanti anni della propria vita abbia cercato in tutti i modi di capire chi fosse, ma che nel complesso divenne uno sportivo grazie a questa sua energia negativa che lo spingeva sempre a dare il meglio.

Joey Barton adesso è diventato un allenatore e ha la speranza di poter crescere sempre di più come persona per poter insegnare ai suoi calciatori come giocare e come non cadere nei suoi eccessi.

Per tre anni si è seduto in panchina con il Fleetwood Town e gli ottimi risultati gli hanno permesso il passaggio al Bristol Rovers in questa stagione e chissà che non possa essere proprio questa la carriera adatta a lui con la quale potrebbe fare uscire il suo lato migliore e magari far cambiare idea di sé anche a Massimo Marianella, che di certo non ha risparmiato parole di fuoco per lui.

di
Francesco Domenighini

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