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La maledizione del rigore:”Ancora oggi non ci dormo la notte”

Il rigore sembra essere sempre la cosa più facile nel calcio, ma in certi casi si rivela una vera e chiara maledizione difficile da scordare.

Segnare un calcio di rigore viene molto spesso visto come un qualcosa di naturale e di normale che non comporta il benché minimo problema, anzi si è degli stolti se non si riesce a realizzarlo, ma in realtà non è per niente così, perché dagli undici metri serve grandissima freddezza e soprattutto si è sempre di fronte a un portiere avversari, così in certi casi si entra nella storia per degli errori davvero indimenticabili.

Maledizione errore sbagliato (Ansa Foto)

Questa sera il Villarreal tornerà a giocare una semifinale di Champions League dopo ben 16 anni dalla prima e ultima volta, e come nel 2006 nessuno avrebbe mai pronosticato il Sottomarino Giallo tra le prime quattro del Continente.

In questo momento è normale dunque riavvolgere il nastro dei ricordi ripensando a quella doppia sfida contro l’Arsenal che è stata a tutti gli effetti il punto più alto della storia iberica, probabilmente anche di più del successo in Europa League nella passata stagione.

Quella volta infatti il Villarreal andò davvero vicinissimo alla finale, perché dopo la sfida d’andata contro i Gunners persa per 1-0, nel ritorno non si andò oltre lo 0-0, ma a tempo scaduto ci fu la grandissima occasione per poter portare la sfida ai supplementari.

Juan Roman Riquelme ebbe un calcio di rigore attorno al novantesimo, ma la sua conclusione fu debole e centrale, con Lehmann che intuì la direzione e respinse il destro permettendo così agli inglesi di ottenere il pass per la finale di Parigi poi persa contro il Barcellona.

La notte del Madrigal e il rigore sbagliato da Riquelme

Juan Roman Riquelme è stato sicuramente uno dei grandi campioni della sua generazione, perché si ha a che fare con un giocatore con la classe cristallina dell’argentino non si può far altro che rimanerne estasiati e inchinarsi a così tanta classe e superiorità tecnica, per questo motivo è un grande dispiacere vederlo crollare dagli undici metri.

In Argentina è riuscito a realizzare imprese sensazionali con il suo Boca Juniors, vincendo tre Copa Libertadores tutte da grandissimo protagonista diventando l’uomo simbolo degli Xeneizes e per poco non riuscì a diventare leggendario anche in Europa con quella strepitosa cavalcata con il Villarreal.

Nessuno pensava agli spagnoli in semifinale, ma fu un cammino verso le prime quattro d’Europa di altissimo livello, con i Gialli che eliminarono nel girone iniziale il Manchester United, per poi sbarazzarsi dei Rangers di Glasgow agli ottavi e soprattutto dell’Inter ai quarti di finale, per questo motivo sarebbe stata una bella conclusione l’approdo all’ultimo atto, ma a sedici anni di distanza non è assolutamente da escludere la possibilità di arrivare finalmente all’ultimo atto.

di
Francesco Domenighini

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