La Lancia è una della auto più amate in Italia, ma il suo rapporto con il mondo delle corse è stato davvero molto duro e complicato nel tempo.
Per tantissimi anni ci si è domandati come mai una casa automobilistica così importante come la Lancia non abbia deciso di portare avanti il proprio nome anche all’interno del mondo della Formula 1, peccato che ci sia un motivo davvero molto tragico alle sue spalle.

In questo momento non ci sono assolutamente dubbi sul fatto che il massimo obiettivo che possa raggiungere una casa automobilistica sia quella di poter entrare a far parte del mondo della Formula 1, uno di quelli che era presente in assoluto l’elite totale.
L’Italia è sicuramente ben rappresentata, vedendo infatti come ci siano solamente 10 Scuderie in tutto il mondo e ben due e mezzo siano italiane, con la Ferrari e l’Alfa Romeo che lo suona tutti gli effetti, mentre la Haas, pur essendo statunitense, è gestita da Dallara.
A questo punto diventa assolutamente normale chiedersi come mai un altro marchio importantissimo dell’automobilismo italiano come la Lancia non sia ormai più parte della Formula 1 da diverso tempo e soprattutto nessuno sembra essere intenzionato a rientrarci.
La motivazione è davvero molto tragica e triste, ma dobbiamo tornare indietro con la memoria addirittura gli anni ’50, per la precisione al 1954.
In quella stagione la Lancia decise di entrare con prepotenza all’interno del mondo della Formula 1, provando così a contrastare il grande dominio della Ferrari che stava diventando un vero e proprio monopolio dopo l’addio dell’Alfa Romeo.
Quella stagione però è entrata anche la Mercedes quindi c’era la grandissima voglia da parte della casa torinese di poter mostrare tutto il proprio valore ingegneristico anche di fronte ai tedeschi, per questo motivo vennero realizzata la leggendaria Lancia D50.
Si trattava di un modello assolutamente avanguardista e soprattutto che permetteva di poter far volare il nuovo pilota della Lancia, quel Alberto Ascari che era già stato in grado di vincere e dominare i Mondiali con la Ferrari nel 1952 e nel 1953.
La Lancia vuole dominare ma si ritira
La volontà di potersi presentare con il modello migliore possibile nel mondo della Formula 1 rallentò decisamente l’ingresso della Lancia in quest’ultima, tanto è vero che solamente per l’ultima gara del 1954 Ascari riuscì a partecipare con la D50.
Tutti quanti però avevano perfettamente capito come i grandissimi investimenti della Lancia stavano portando ai suoi frutti, ecco dunque come mai nel 1955 tutti erano pronti a vedere la splendida lotta tra Ascari in Lancia e Fangio in Mercedes, peccato che purtroppo accadde il dramma.
Il 26 maggio 1955 Ascari stava guidando in prova la nuova Ferrari dell’amico Villoresi, ma alla fine dell’ultimo giro a Monza perse il controllo dell’automobile e si schiantò contro il muretto morendo tragicamente.
La notizia fu davvero drammatica per tutto il mondo sportivo e non solo in Italia, perché se ne stava andando quello che era visto da tutti come un simbolo di speranza dopo la fine tragica della Seconda Guerra Mondiale.
La Lancia decise così di ritirare immediatamente la squadra, per questo motivo furono davvero pochissime le gare disputate, ma siccome quell’ingegneria doveva essere ancora portata avanti nel nome dell’Italia, la casa torinese decise che la D50 doveva essere omaggiata alla Ferrari, con il successo che arrivò con Fangio nel 1956 proprio a bordo di essa.





