La Juve punta forte su Kolo Muani. A Torino si lavora senza clamori, con l’idea di riconfigurare l’attacco in modo coerente con le nuove linee tecniche.
Tra colloqui riservati e incastri da interpretare, è riemersa una pista che la Juventus conosce bene e che oggi, più di ieri, sembra avere i contorni giusti.

La possibilità di un ritorno di Randal Kolo Muani in bianconero si sta facendo via via più concreta. L’attaccante francese, attualmente in prestito al Tottenham dal PSG, avrebbe manifestato apertura a un nuovo approdo alla Continassa, riaccendendo un’ipotesi sfiorata già nella scorsa estate e poi tornata di moda nei mesi più recenti.
Secondo Gazzetta.it, la Juventus ha avviato i dialoghi con l’entourage del giocatore e con il Paris Saint‑Germain, in attesa di un possibile summit per entrare nel vivo della negoziazione. È una trattativa aperta, ancora in fase istruttoria, che s’innesta su un precedente favorevole: Kolo Muani ha già indossato il bianconero nella seconda parte della stagione 2024‑25, lasciando un segno netto con 10 gol in 22 partite.
Quel semestre ha chiarito due cose. Primo: il francese si integra con facilità nei sistemi che chiedono pressione alta, attacco della profondità e disponibilità al lavoro spalle alla porta. Secondo: ha una curva di rendimento che si alza quando sente fiducia e centralità. Per questo, a Torino l’idea di riportarlo alla base non è tanto un salto nel buio quanto la prosecuzione di un discorso interrotto.
“Non dipende dalla Champions”: il profilo che convince Comolli
Dentro la nuova governance tecnica, il perimetro è tracciato. Damien Comolli lo ha spiegato con una formula chiara: “I giocatori con cui stiamo parlando al momento non dicono: ‘Mi interessa la Juventus solo se è in Champions League’”. Un’uscita che aderisce bene all’identikit di Kolo Muani, pronto a valutare il ritorno a Torino indipendentemente dalla Champions. È un passaggio non secondario perché consente alla Juve di lavorare con tempi e modalità più serene, senza dover attendere incastri europei per fissare le priorità d’attacco.
Rispetto alla scorsa estate, i rapporti con il Paris Saint‑Germain si sono distesi. A Parigi, dopo due prestiti consecutivi, l’orientamento è di andare verso una cessione definitiva dell’attaccante: la valutazione sfiora i 40 milioni, cifra funzionale anche a evitare minusvalenze. La Juventus ragiona sulle formule, tra sostenibilità e margini di manovra, ma il segnale è chiaro: il PSG spinge per chiudere senza ulteriori giri in prestito.
Sul tavolo c’è anche un possibile intreccio con Jonathan David. Il canadese resta un profilo seguito in casa bianconera e, non a caso, è ben conosciuto dal ds del PSG Luis Campos, che lo aveva scovato ai tempi del Lille. Uno scenario del genere potrebbe generare un effetto domino: se Parigi dovesse approfondire David, i francesi avrebbero ancor più urgenza di liberare spazio e ingaggio in attacco, accelerando su Kolo Muani; viceversa, la Juventus potrebbe calibrare l’investimento scegliendo la soluzione più lineare sul piano tecnico‑economico.
Tempistiche e prossime mosse
Il dossier resta caldo e potrebbe accelerare già nelle prossime settimane. È atteso un nuovo contatto tra le parti prima della finale di Champions, con l’obiettivo di chiarire tre punti: disponibilità del giocatore, margini sul prezzo e formula di chiusura. Il puzzle, a oggi, è tutt’altro che completo, ma le tessere cominciano a combaciare: un gradimento reciproco, un precedente positivo in bianconero e una finestra temporale utile per impostare il colpo senza aste pubbliche.
Tradotto: la Juve sta misurando i passi, forte di una traccia tecnica nitida e di rapporti diplomatici che oggi aiutano più di quanto accadesse dodici mesi fa. Se tutto scorrerà nella direzione giusta, Kolo Muani può tornare a essere una pedina centrale del nuovo attacco bianconero. Con una premessa che a Torino considerano decisiva: contare sulle motivazioni del giocatore, prima ancora che sulle cifre.





