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Calciomercato

La crisi mistica di Milik: la singola cosa che non lo fa più segnare

Arkadiusz Milik è uno dei migliori giocatori in questa stagione della Juve eppure ci sono delle condizioni che non lo stanno lasciando calmo.

Avere in rosa un cannoniere straordinario come Arkadiusz Milik dà sicuramente l’opportunità alla Juventus di poter avere delle splendide alternative, ma purtroppo c’è un dato che sta preoccupando in maniera sempre più evidente il polacco. Vincere è sempre stato il solo e unico grande obiettivo della Juventus, con i bianconeri che dopo due stagioni estremamente negative vogliono finalmente rialzare la testa. Per poterlo fare è fondamentale riuscire ad avere degli attaccanti di livello che possano in qualche modo permettere alla squadra di Massimiliano Allegri di poter pungere le squadre avversarie in ogni momento. Ecco allora perché alla fine della sessione di mercato estiva si è deciso di fiondarsi a tutti gli effetti su Arkadiusz Milik, un giocatore di grandissimo livello che ha sempre ben figurato in ogni sua stagione. Sono sempre stati però gli infortuni a creare problemi all’ex giocatore del Napoli, con il polacco che si è sempre dimostrato di essere un cannoniere letale sotto porta e soprattutto di poter portare in alto il livello delle sue squadre. Questi continui infortuni probabilmente hanno tolto parecchia fiducia nei confronti di Milik, non tanto per quanto riguarda la sua convinzione sul proprio valore, piuttosto per quanto concerne l’opinione pubblica. Infatti il ragazzo è sempre stato accolto con molto scetticismo, perché purtroppo si sa che prima o poi dovrà alzare bandiera bianca, dunque bisogna avere anche un giocatore di primo piano. Ecco allora come nella Juventus il centravanti titolare e principale sia Dusan Vlahovic, mentre nella Polonia tutti gli occhi sono puntati su Robert Lewandowski dunque non riesce mai a essere il simbolo della squadra. Alla lunga questa situazione sembra essere sempre più complicata per Milik un giocatore che probabilmente meriterebbe a tutti gli effetti di poter essere considerato l’uomo cardine della squadra. In un certo senso questa situazione era riuscita a viverla a Marsiglia, con la squadra transalpina che gli aveva dato il ruolo di centravanti titolare, anche se la grande stella rimaneva comunque il trequartista Payet.

Milik sempre chiuso da qualcuno: vuole più spazio

Alla Juventus sta cercando davvero in tutti i modi di poter diventare un titolare inamovibile, anche se una volta arrivato a Torino tutti quanti lo avevano già bollato come il vice Vlahovic. Per fortuna però a parlare è solo il campo, per questo motivo Milik ha sempre saputo solamente un modo per mettere a tacere tutte le critiche, ovvero segnare. In questi primi mesi con la Juventus è stato probabilmente uno dei migliori giocatori, sicuramente quello più determinante nei momenti neri dei bianconeri, con la situazione che sembrava essere tragica. Eppure nonostante questo tutti parlavano costantemente di Vlahovic nel momento in cui era Milik a portare avanti la carretta, con una situazione con la Polonia che praticamente è identica. La squadra polacca è considerata una delle possibili outsider in questo Mondiale di Qatar 2022, ma tutti quanti continuano a essere convinti che l’unica grande occasione per poter ben figurare è avere un Lewandowski in grande forma. Tutti quanti dunque continuano a dimenticare sempre le grandi prestazioni di Arkadiusz Milik, un giocatore che deve essere sempre tenuto in considerazione per il suo immenso talento e soprattutto per il suo straordinario fiuto del gol. Forse ormai non riuscirà più nella sua carriera a diventare il punto di riferimento di una grande squadra, con il Marsiglia che avrebbe potuto essere ormai la sua ultima grande occasione ma forse era troppo poco per lui. La Juventus deve solamente fare una cosa a giugno senza se e senza ma, ovvero riscattare un giocatore che ha già dimostrato ampiamente di poter meritare la maglia della giornata della Vecchia Signora, perché non può essere solamente una riserva, ma a tutti gli effetti un giocatore di prima fascia.

di
Francesco Domenighini

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