La seconda esperienza di Pogba è un vero disastro e non è la prima volta che un ritorno non porta di certo bene alla Vecchia Signora. L’entusiasmo attorno all’arrivo di Pogba alla Juventus è durato davvero molto poco, con i bianconeri che non hanno avuto modo di sfruttare il proprio campione francese. Pochissimi minuti in stagione e una serie incredibile di infortuni che non giustificano uno stipendio assurdo. Questo però doveva anche essere messo in considerazione, soprattutto perché già in passato la Signora aveva riportato delle vecchie glorie a Torino, ma anche in quel caso i risultati sono stati disastrosi. Sicuramente la speranza è che questo articolo possa invecchiare male e dai prossimi mesi le prestazioni di Pogba lo rimetteranno al centro del progetto di Madama, ma vediamo come sono andati i vecchi cavalli di ritorno.
Va detto come la Juventus difficilmente abbia voluto spingere sull’effetto nostalgia, e forse è anche questo uno dei segreti per il quale la Vecchia Signora ha avuto modo di vincere tanto, infatti ogni volta che ha richiamato i giocatori è sempre andata male.
Uno dei primi casi è stato quello di Nicola Amoruso, con il cannoniere di provincia che arrivò alla Juventus per la prima volta nel 1996, per formare con Vieri e Del Piero l’attacco della giovane Italia.
Sicuramente il nome di maggior prestigio della lista, con il Pallone d’oro del 2006 che nel biennio tra il 2004 e il 2006 è stato uno dei migliori al mondo. Con la Juventus infatti giocò solo quelle due annate, ma tanto bastò per diventare una bandiera e tornare a Torino nel 2009 dopo l’esperienza a Madrid.
Il primo biennio di Alvaro Morata non portò con sé tantissimi gol, ma quando andava in rete erano davvero molto pesanti. I gol nella Champions 2014-15 furono determinanti per l’approdo in finale e per questo tutti quanti gioirono per il suo ritorno nel 2020.
A un certo punto sembrava essere diventato il jolly per ogni stagione, con Caceres che ha avuto addirittura tre vite a Torino. Nel 2009-10 arrivò in prestito dal Barcellona ed ebbe un po’ di infortuni, ma fu uno dei pochi a salvarsi.
Chiudiamo con il “Mitra” Alessandro Matri, giocatore alterno ma prezioso nei primi due Scudetti targati Antonio Conte, tanto da diventare il capocannoniere nel 2012 della squadra.
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