Joachim Low è stato uno dei tecnici più amati della Germania, ma anche uno dei più bizzarri per le sue stranezze davvero strane e sporche.
Nel mondo del calcio sono davvero tante le particolarità che si accompagnano alle figure di personaggi mitici, ma Joachim Low di sicuro avrebbe fatto molto volentieri a meno di passare alla storia anche per questo suo singolare difetto.
Joachim Low oggi compie gli anni e nella storia del calcio entrerà per i suoi straordinari successi, riuscendo a rialzare la nazionale tedesca dal suo momento più buio, prima come vice di Jurgen Klinsmann e poi come trascinatore fino all’ultimo Europeo.
Un Mondiale vinto nel 2014 e una Confederations Cup nel 2017, oltre che a una serie incredibili di semifinali, nel 2010, 2012 e 2016, e una finale dell’Europeo persa al primo tentativo nel 2008.
Rimarrà sicuramente nella sua carriera anche la macchia di Russia 2018, unico Mondiale dove la Germania è stata eliminata nella fase a girone, e anche l’ultimo Europeo non è stato certamente esaltante, ma in quindici anni è riuscito a dare un gioco che rare volte in passato si è visto nel Mannschaft.
Joachim Low è dunque stato un commissario tecnico di grande prestigio e livello, ma quei tre mattacchioni della Gialappa’s Band si sono spesso divertiti con lui perché spesso e volentieri la tensione della partita gli giocava davvero brutti scherzi.
Venne inquadrato davvero in tantissime occasioni mentre si stava toccando parti intime per poi annusarsele, tra lo schifo e il disgusto generale, e in occasione dell’Europeo del 2016 le immagini proiettate su Rai 5 dal trio che ha fatto diventare storico Mai dire Gol ha fatto il giro del mondo.
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Le immagini hanno sconvolto lo stesso tecnico, che nella conferenza stampa prima della gara con la Polonia ha chiesto pubblicamente scusa per questo suo comportamento che si tratta di un riflesso involontario dettato dalla tensione del momento.
Gesti davvero poco consoni per fortuna, ma che alla fine fanno parte probabilmente di tante piccole stranezze che accompagnano la nostra vita quotidiana.
Il 7-1 sul Brasile, l’eroe del Mineirazo
Senza pensare però a queste particolarità tipiche del tecnico tedesco, non si può non citare un episodio davvero sensazionale nella sua carriera da allenatore della Germania: il memorabile 7-1 rifilato al Brasile nella semifinale del 2014.
Come detto prima, le semifinali furono spesso un ostacolo quasi insormontabile per Joachim Low, fermato da Spagna e Italia nel Mondiale ed Europeo precedente e la paura di dover vedere interrompere il proprio cammino ancora a un passo dalla finale era davvero alto.
Il Brasile era padrone di casa e sognava di vendicare lo smacco subito nel 1950 con il Maracanazo, ma forse quel giorno andò perfino peggio.
Senza Thiago Silva e Neymar, la squadra di Felipe Scolari andò incontro a un vero e proprio massacro, soprattutto nella prima mezz’ora con la Germania che iniziò a segnare a raffica senza mai fermarsi, portandosi subito sul 5-0.
A completare l’opera distruttiva ci pensò anche Miroslav Klose che quel giorno divenne in solitaria il miglior marcatore di sempre nella storia del Mondiale, superando anche il brasiliano Ronaldo fermo a quota quindici.
Nella ripresa i tedeschi non si fermarono e trovarono altri due gol con Schurrle e il numero pieno venne sporcato solamente a tempo scaduto grazie a Oscar che rese leggermente meno umiliante il passivo.
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Al Maracanà dunque ci andò la Germania per affrontare gli altri miti sudamericani dell’Argentina, dove in questo caso la partita fu molto più combattuta e tirata, con Mario Gotze che segnò nei tempi supplementari le rete che valse la gloria eterna a Joachim Low, che divenne così il quarto allenatore tedesco a vincere un Mondiale, dopo Sepp Herberger, Helmut Schon e Franz Beckenbauer.

