Max Allegri ricorda molto Giovanni Trapattoni, ma ora le similitudini si stanno moltiplicando a vista d’occhio e la Juve sogna in grande. Le minestre riscaldate non sono mai state un grande affare, con la Juventus che lo sa bene anche per quanto riguarda i calciatori. Per gli allenatori la situazione è leggermente diversa, ma è innegabile che l’Allegri bis non è lo stesso della prima esperienza a Torino. Il toscano è solamente il quarto tecnico che ritorno alla corte di Madama, dopo Carlo Parola, Marcello Lippi e Giovanni Trapattoni, ma è proprio con quest’ultimo che ha le maggiori affinità.
A 30 anni di distanza dunque la Juventus ha l’opportunità di ottenere la quarta Coppa Uefa/Europa League della sua storia, un traguardo che sarebbe leggenda in Italia. In questo momento infatti i bianconeri sono in vetta a pari titoli con l’Inter e superare i nerazzurri è sempre una grande soddisfazione. Le similitudini tra le due squadre di allora non mancano, con i bianconeri che avevano il miglior giocatore italiano in rosa (Baggio allora e Chiesa oggi) e il grande centravanti viveva un periodo alterno (Vialli per il Trap e Vlahovic per Allegri). Anche allora tra l’altro la squadra stava faticando in campionato, alla fine fu solo quarto posto e non si entrò mai nella lotta al titolo che era riservata a Milan e Inter. In Europa la musica cambiava e ai quarti di finale ci fu ancora una portoghese di Lisbona, allora il Benfica. Insomma i motivi per sognare in grande in questo rush finale dell’Europa League non mancano e dopo due Champions perse, anche Allegri vuole il suo titolo continentale. Max e Giovanni, due idee di calcio affini, due mentalità difensive e un destino che si può ripetere.
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