Alla vigilia di Juventus-Napoli Spalletti pensa solo al campo: titolarissimi confermati, Conceiçao dall’inizio e silenzio stampa anomalo.
C’è il mercato, certo. Ma in queste ore c’è soprattutto Juventus-Napoli. Tutto il resto resta sullo sfondo. Mentre il ds Marco Ottolini è in missione a Istanbul per il capitolo attaccante, con il nome di En-Nesyri (e non solo il suo) che continua a circolare, Luciano Spalletti ha la testa fissa sull’Allianz Stadium. La sfida contro la sua ex squadra non è una partita come le altre e, per peso specifico, rischia di indirizzare davvero la seconda parte di stagione.

Il conto è semplice, quasi brutale. Una vittoria permetterebbe ai bianconeri di avvicinarsi pericolosamente al Napoli campione d’Italia, portandosi a un solo punto dalla squadra di Antonio Conte. Una sconfitta, al contrario, spalancherebbe agli azzurri un vantaggio di sette lunghezze. Non serve altro per capire perché questo incrocio valga più di tre punti. È anche l’occasione per dare continuità alla vittoria europea contro il Benfica e per lasciarsi definitivamente alle spalle il ko di Cagliari e quello del Maradona, la prima vera frenata dell’era Spalletti.
La preparazione al match è entrata nel vivo già ieri. Weston McKennie ha lavorato a parte, ma senza che scattasse alcun allarme. Una gestione mirata, più che una precauzione: l’americano è diventato un elemento intoccabile nello scacchiere bianconero e l’obiettivo è averlo al massimo della condizione nel big match. Spalletti scioglierà gli ultimi dubbi soltanto nella rifinitura, ma l’orientamento è chiaro e va in una direzione precisa.
Salvo sorprese, infatti, si va verso la Juventus dei titolarissimi. Quella vista nelle ultime uscite, con una scelta che pesa anche sul piano simbolico: il rilancio di Chico Conceiçao dal primo minuto. Contro il Benfica l’esterno era entrato soltanto nella ripresa, ma la sensazione è che domani possa toccare a lui dall’inizio, dentro una formazione pensata per reggere l’urto e, allo stesso tempo, colpire.
Juve-Napoli e il curioso silenzio della vigilia
Curiosamente, la vigilia è stata segnata anche da un silenzio inatteso. Nessuna conferenza stampa prepartita. Dopo la decisione di Conte, è arrivata anche quella di Spalletti: la conferenza convocata come di consueto alle 16 allo Stadium è stata annullata poche ore dopo. Non è la prima volta che il tecnico bianconero rinuncia alla sala stampa per via degli impegni ravvicinati, ma il contesto rende la scelta quantomeno anomala. Parliamo pur sempre di uno dei big match più attesi della stagione.
Il silenzio, però, non spegne l’attesa. Anzi, la amplifica. Perché Juve-Napoli non è mai una partita banale e lo è ancora meno quando a sfidarsi sono due allenatori che rappresentano un pezzo importante della storia recente dei rispettivi club. Spalletti ha firmato uno scudetto storico sulla panchina azzurra, Conte è stato capitano e poi allenatore dell’ultima grande rinascita bianconera del decennio scorso. Un doppio ex, due percorsi diversi, la stessa fame di vittoria.





