Cristian Arrieta ha rappresentato il massimo livello possibile del reality “Campioni, il Sogno” riuscendo a ritagliarsi un’ottima carriera.
Il reality show proposto da Mediaset “Campioni, il Sogno” raccontava le gesta di una squadra prima d’Eccellenza e poi di Serie D come il Cervia, con i giocatori che facevano parte di un vero e proprio show non solo in campo, ma Cristian Arrieta può dire di avercela fatta.
Ciccio Graziani quando parlò alla presentazione di Campioni disse:” Siamo talmente avanti che si guardiamo indietro vediamo il futuro” e in un certo senso aveva anche ragione, dato che quel Cervia è ancora oggi un mito per chi ha vissuto quelle stagioni.
Il 2004-05 e il 2005-06 sono state segnate in maniera indissolubile da quella squadra e dagli improperi di Mister Graziani che spesso se la prendeva con esclamazioni davvero molto colorite tipo il memorabile “Ti mangio la testa”.
Ovviamente la Gialappa’s Band ha ringraziato per i tantissimi spunti di divertimento e per poter far diventare sempre più comico quel tipo di programma, ma i giocatori erano davvero degli sportivi e Cristian Arrieta ne è il massimo esempio.
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Il difensore era già un professionista ed era amica del figlio di Graziani dato che assieme giocavamo a Mestre e per lui non fu dunque difficile essere eletto come uno dei tre migliori giocatori del reality guadagnando così un periodo di prova all’Inter.
Con i nerazzurri, racconta ai microfoni di tuttomercatoweb.com, era stato preso in simpatia dall’allora tecnico Roberto Mancini, ma i suoi procuratori lo obbligarono ad andare al Lecco, assieme agli altri due vincitori del talent, Spagnoli che era passato alla Juventus e Borriello, fratello di Marco al Milan.
Nell’alta Lombardia arrivò con grande diffidenza da parte di compagni e pubblico, perché nessuno voleva in squadra qualcuno che era uscito da un reality show, eppure anche in C1 Arrieta disputò una grandissima annata, tanto da essere nominato anche in quel caso il migliore della stagione.
In molti iniziarono allora a vedere in lui molto di più di un semplice ragazzo che aveva scelto il reality per poter sfondare e il Lecce di Zeman lo acquistò per la Serie B, ecco dunque arrivare la sua grande occasione.
Il rapporto con il boemo fu però a dir poco disastroso, tanto da non giocare fino alla sua cacciata con Papadopulo che gli diede poi l’occasione di mettersi in mostra ma, come racconta lo stesso Cristian, il clima attorno a lui era di sfiducia totale.
Decise dunque di lasciare l’Italia e volare negli Stati Uniti per giocare nella MLS, dato che lui era nato a Orlando e padroneggiava nel migliore dei modi la cultura americana e incredibilmente riuscì anche a guadagnare una chiamata nella nazionale…di Puerto Rico.
Arrieta ricorda di aver giocato tante partite di qualificazione al Mondiale e una partita contro la Spagna dove ha dovuto marcare Iniesta, una soddisfazione davvero unica per un ragazzo che avrebbe meritato davvero più fortuna in Italia.
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Oggi è allenatore di diverse squadre a livello giovanile per far crescere ancora di più il livello del “Soccer” statunitense, ma nel mezzo, per potersi garantire un’assicurazione sanitaria, ha deciso di diventare supervisore delle consegne di UPS e dice di essere soddisfatto per tutto quello che è riuscito a realizzare nella sua vita.
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