McKennie è uno dei centrocampisti più importanti nella Juventus; lo statunitense, da quando è a Torino, ha avuto un cambiamento radicale.
La Juventus, nell’ultimo turno di campionato, ha vinto due a zero contro l’Udinese; una vittoria fondamentale sia per rialzare la testa dopo la sconfitta in Supercoppa sia per per avvicinare ulteriormente il quarto posto visto il pareggio dell’Atalanta. Il successo contro i friulani è stata firmato da Dybala (esultanza polemica con sguardo rivolto verso la tribuna) e McKennie, il centrocampista più prolifico insieme a Locatelli con tre gol. Sono stati mesi fondamentali per l’ex Schalke che, grazie al lavoro, è riuscito a cambiare un destino ormai scritto. La carriera in bianconero dello statunitense non è mai stata semplicissima; appena arrivato a Torino, infatti, ha dovuto affrontare un problema non da poco.
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Il centrocampista classe 1998, appena sbarcato in Italia, non aveva una forma fisica completamente adatta ad un calciatore. Come raccontato dallo stesso McKennie, nella seconda puntata dalla docu-serie All or Nothing, è arrivato con il diciotto per cento di massa grassa. Decisamente troppa se si vuole fare giocare a calcio ad un certo livello; la Juventus si è subito mossa, affidando il centrocampista ad uno chef, per risolvere la situazione.
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Il lavoro non è stato semplice ma i risultati si sono visti con McKennie bravo a trovare il giusto peso forma per essere un fattore determinante in un campo da calcio. Il cambiamento fisico è arrivato anche grazie ad un piano nutrizionale che ha privato il centrocampista di elementi, culinari, a cui è molto affezionato come le ali di pollo, il pollo fritto, le ciambelle e gli hamburger americani. La sensazione è che, ai tempi dello Schalke, il giocatore si concedesse molto eccessi alimentari al punto da avere una massa grassa superiore agli standard consentiti dalla Juventus. Ora McKennie è uno dei migliori giocatori della Juventus, elemento in grado con i suoi inserimenti di cambiare il volto alle partite.
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