Ibrahimovic è uno dei più grandi attaccanti nella storia del calcio; la carriera dello svedese sarebbe potuta essere diversa. Ecco perché.
Nella giornata di ieri è iniziata la quindicesima giornata di Serie A; la Juventus ha vinto in casa della Salernitana grazie ai gol di Dybala e Morata. Tre punti fondamentali per non perdere terreno dal quarto posto. Questa sera, invece, toccherà al trittico di testa: alle 18.30 sarà il turno dell’Inter che ospiterà lo Spezia mentre alle 20.45 Napoli e Milan saranno impegnate rispettivamente in casa di Sassuolo e Genoa.
I rossoneri, dopo due sconfitte consecutive, devono tornare alla vittoria; contro il Grifone dell’ex Shevchenko servono i tre punti per non perdere terreno dal Napoli e tenere a debita distanza i cugini nerazzurri. Pioli è alle prese con numerose assenze ma potrà contare su Zlatan Ibrahimovic; il centravanti svedese, nonostante l’età, risulta ancora decisivo. Questa sera, però, il classe 1981 avrebbe potuto giocare su un altro campo.
Il centravanti svedese, come riportato dal Corriere della Sera, ha svelato di essere stato ad un passo dal Napoli. Ibrahimovic si era stancato dell’America (all’epoca giocava ai Los Angeles Galaxy) e, su consiglio del suo procuratore, decise di tornare in Italia. Il club partenopeo fu la prima scelta ma, a bloccare la trattiva, ci penso De Laurentiis; il presidente esonerò Ancelotti e allora Ibra decise di andare al Milan.
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Un ritorno, quello in rossonero, che ha fatto felice il popolo rossonero; da quando Ibrahimovic ha (nuovamente) messo piede a San Siro, il Milan ha cambiato totalmente mentalità, è tornato in Champions e quest’anno si giocherà lo scudetto fino all’ultima giornata. La forza di un uomo che a Napoli avrebbe trovato la sfida perfetta per uno con il suo carattere: riportare i partenopei sul tetto d’Italia a oltre vent’anni dall’ultima volta, da quando Maradona fece piangere di gioia una città intera.
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